
«Non entrare mà, non entrare». Così Mark Antony Samson si sarebbe rivolto alla madre, Nors Man Lapaz, subito dopo aver ucciso l’ex fidanzata Ilaria Sula. È quanto emerge dall’interrogatorio reso dalla donna lo scorso 7 aprile in Questura, nell’ambito dell’inchiesta per l’omicidio della giovane 22enne, avvenuto nell’appartamento di via Homs, nel quartiere Africano della Capitale. La donna, ora indagata per concorso in occultamento di cadavere, ha raccontato agli inquirenti i dettagli di quelle ore drammatiche.
«Dopo che Mark mi ha detto di non entrare nella stanza, è venuto da me e mi ha chiesto: Mà, abbiamo una valigia grande?», ha dichiarato Lapaz. «Io gli ho indicato dov’era la valigia e lui l’ha presa». Successivamente, ha aggiunto, «è venuto da me in cucina con un’altra busta in mano. Poi mi ha chiesto un abbraccio. Io l’ho abbracciato. Non ha voluto avvisare suo padre».
Secondo gli investigatori, la madre sarebbe stata quantomeno a conoscenza di ciò che era accaduto nell’appartamento, anche se il suo reale coinvolgimento resta da chiarire. Le sue parole, annotate nel verbale, sembrano descrivere una complicità passiva, dettata da shock o timore, ma non escludono responsabilità più gravi.
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