
Il 5 dicembre si è riunita la conferenza permanente per l’istruzione della Regione Lazio, per proseguire i lavori relativi al dimensionamento scolastico per l’anno 2025/26, dopo la sospensione avvenuta il 25 novembre su richiesta delle organizzazioni sindacali. Durante l’incontro, sono stati esaminati i pareri riguardanti le proposte di accorpamento, riorganizzazione e attivazione di nuovi indirizzi scolastici. Ogni membro della conferenza ha espresso il proprio parere su ciascuna proposta.
Tuttavia, le organizzazioni sindacali, in particolare la Cisl Scuola, hanno ribadito la loro netta contrarietà verso gli interventi di dimensionamento che non siano stati previamente discussi e valutati dagli Organi Collegiali delle scuole coinvolte. Michele Sorge, segretario generale provinciale della Cisl Scuola, ha sottolineato come il corretto dimensionamento della rete scolastica debba essere preceduto da una valutazione condivisa e dalla deliberazione collegiale delle istituzioni scolastiche interessate.
La Cisl, infatti, ha espresso parere favorevole solo su quelle proposte per le quali erano stati acquisiti i pareri positivi dei Consigli di Istituto e dove è stata effettuata una valutazione dell’impatto del dimensionamento sugli organici e sulla qualità del servizio educativo sul territorio. Il sindacato ha evidenziato la preoccupazione per possibili sovraffollamenti, scuole con un numero eccessivo di studenti e sedi distanti tra loro, rendendo difficile la gestione, soprattutto in zone con particolari condizioni morfologiche.
Nel corso della conferenza, sono state presentate diverse proposte di accorpamento e riorganizzazione.
Nel Comune di Roma, invece, le proposte di accorpamento sono state le seguenti:
La Cisl Scuola ha espresso forte dissenso rispetto al processo di dimensionamento, che, secondo il sindacato, non coinvolge adeguatamente le scuole e applica una logica esclusivamente numerica. Secondo i sindacati, questo approccio non tiene conto delle reali necessità delle scuole e degli studenti. La riorganizzazione della rete scolastica dovrebbe mirare all’ottimizzazione del servizio educativo, non alla mera gestione «ragionieristica» delle autonomie scolastiche.
Il sindacato ha chiesto una revisione completa del piano di dimensionamento, ponendo l'accento sulla necessità di coinvolgere maggiormente le scuole e i loro organi collegiali. Solo in questo modo, secondo la Cisl, sarà possibile adottare soluzioni che non compromettano la qualità dell'insegnamento e la gestione efficace delle risorse sul territorio.
Nonostante i timori espressi, la Regione Lazio sembra voler proseguire il suo piano di dimensionamento. La Cisl Scuola, tuttavia, continuerà a monitorare il processo e a sollecitare un dialogo costruttivo con le istituzioni scolastiche, affinché il dimensionamento scolastico non diventi un semplice gioco di numeri, ma un’opportunità per migliorare il sistema educativo e rispondere alle reali esigenze del territorio.
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