
Smontavano motoveicoli rubati per alimentare il mercato nero. È il quadro emerso dall’operazione condotta dalla polizia di Stato, che all’alba di oggi ha eseguito quattro misure cautelari nei confronti di altrettanti indagati, ritenuti gravemente indiziati di far parte di un’associazione a delinquere attiva nel quartiere Corviale.
L’attività investigativa, coordinata dalla Procura della Repubblica di Roma e dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Roma, è stata avviata oltre un anno fa dagli agenti dell’XI Distretto San Paolo.
Le indagini hanno portato alla luce una struttura organizzata dedita a furti, ricettazione e riciclaggio di motoveicoli nell’area del cosiddetto “serpentone”, il complesso di edilizia popolare lungo circa un chilometro nel quadrante sud-ovest della Capitale.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l’organizzazione sarebbe stata guidata da un quarantenne romano, affiancato in posizione apicale da giovani più piccoli, alcuni dei quali minorenni, legati tra loro anche da rapporti familiari.
Gli scooter rubati, principalmente nei quartieri limitrofi, venivano convogliati in diversi punti del complesso residenziale per essere rivenduti interi o smontati e ceduti come singole componenti.
Per documentare l’attività criminale, gli investigatori hanno fatto ricorso a telecamere nascoste e ad attività tecniche disposte dalle due Procure. Una volta intuito di essere sotto osservazione, gli indagati avrebbero diversificato i luoghi utilizzati come officine di smontaggio, distribuendo l’attività in più garage e parcheggiando i mezzi rubati all’esterno dei locali per ridurre il rischio di controlli. La movimentazione dei ciclomotori, in entrata e in uscita, avveniva tramite furgoni noleggiati.
Nel corso delle indagini sono stati sequestrati oltre 60 motoveicoli. Gli accertamenti hanno consentito di documentare anche furti di moto da cross, quad, moto d’acqua e un natante, ampliando il perimetro delle attività illecite attribuite al gruppo.
Cristallizzato il quadro indiziario, i pubblici ministeri delle due Procure hanno chiesto e ottenuto l’emissione delle misure cautelari. Il presunto capo dell’organizzazione e due diciannovenni sono stati condotti in carcere.
Per il quarto indagato, minorenne, è stato disposto il collocamento in comunità. Le misure sono state eseguite dagli agenti dell’XI Distretto San Paolo con il supporto di equipaggi della Questura, del Reparto Mobile e del Reparto Prevenzione Crimine.
Altre persone sono state iscritte nel registro degli indagati per aver contribuito, a vario titolo, alle attività dell’organizzazione. A due di loro è stato notificato l’invito a comparire per l’interrogatorio preventivo.
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