Roma, 9 gennaio 2026
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Chiusura anticipata minimarket, i residenti del Tuscolano: «L'unica luce di notte»

«In questo modo rischiamo di non arrivare a pagare gli stipendi. Noi non siamo al centro di Roma dove c'è un gran via vai, qui è diverso», spiega il titolare del minimarket

di Anita ArmeniseULTIMO AGGIORNAMENTO 1 anni fa - TEMPO DI LETTURA 2'

«In alcuni quartieri i minimarket rappresentano le uniche luci accese oltre una certa ora e sono una sicurezza». Sono contrarie le reazioni dei cittadini alla notizia del rinnovo dell’ordinanza anti mala movida, che sarà in vigore fino all’11 gennaio 2026. Il provvedimento del comune, finalizzato a contrastare i fenomeni di assembramento e disturbo durante le ore notturne, colpisce soprattutto i minimarket, ossia quei negozi di alimentari privi di spazi interni per la consumazione.

L’ordinanza prevede la chiusura di queste attività dal venerdì alla domenica, dalle 22 alle 5, e vi hanno aderito tutti i municipi. Ma «ci sono strade a Roma che la notte sembrano lande desolate, non c’è nessuno, quindi non c’è nemmeno mala movida. Qua la chiusura anticipata dei minimarket non ha molto senso», dice Chiara, residente del Tuscolano. Infatti è spesso il centro storico ad essere teatro di eventi connessi alla mala movida. Il caos notturno di Trastevere e Campo de' Fiori ha causato non poche preoccupazioni tra i residenti.

Il racconto di Gianluca: «Per noi come un rifugio»

«Il minimarket è l’unica attività aperta ed è per noi come un rifugio, mi dispiace che chiuda alle 22». racconta Gianluca, un ragazzo di 20 anni che vive proprio sopra al negozio di via Valerio Publicola una traversa della Tuscolana. «Noi siamo un gruppo di 10 persone e quando vogliamo passare del tempo insieme ci prendiamo una cosa da bere, stiamo in silenzio e in tranquillità. Ci facciamo compagnia a vicenda e tra noi si è creata una solidarietà».

«Spero che la questione sia recuperabile perché quel minimarket - come molti altri - non da fastidio a nessuno. Quando scendo con il cane alle 23, dopo che ho staccato dal lavoro, la sua luce mi consola». Gianluca non è l'unico ad avere creato un rapporto con Jaruf, il titolare dell'attività. «È una persona di fiducia per i residenti, mi è capitato spesso di lasciargli le chiavi di casa per la babysitter», spiega ancora Chiara.

Jaruf, titolare del minimarket

Minimarket, il titolare: «Qui non siamo al centro di Roma, è diverso»

Inoltre l'ordinanza danneggia gli esercizi, che dovranno rinunciare ad una grossa fetta del loro reddito, e anche chi di quei beni ha l’esigenza e che dunque non li potrà più reperire nella notte di venerdì, sabato e domenica o comunque dovrà andare a cercarli in altre parti della città. «Durante il giorno non lavoriamo tanto, il lavoro inizia intorno alle alle 22 e finisce a mezzanotte. In questo modo rischiamo di non arrivare agli stipendi. Noi non siamo al centro di Roma dove c'è un gran via vai, qui è diverso», spiega il titolare del minimarket.

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