
Si tratta del primo intervento del Piano Rom, approvato dalla giunta comunale a luglio 2023 e finanziato con 12,9 milioni di euro e che ha permesso la chiusura del campo rom di Monte Mario, in via Cesare Lombroso, sul territorio del municipio XIV. L'intervento ha previsto anche il ricollocamento di 33 nuclei familiari per un totale di 145 persone. Al posto del campo verrà realizzato un bosco urbano entro giugno 2026.
È con questa operazione che viene inaugurato il piano, licenziato dal sindaco Gualtieri e dell'assessora alle Politiche sociali Barbara Funari, per la chiusura dei campi rom della Capitale. La chiusura del campo è prioritaria per procedere alla riqualificazione del vicino complesso di Santa Maria della Pietà.
«È un evento storico perché per la prima volta nella storia di Roma questa operazione avviene senza un'ordinanza di sgombero e senza l'uso della forza pubblica», ha commentato il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, a margine della firma di un protocollo in Prefettura di Roma contro l'abusivismo immobiliare.
«La nostra delibera per il superamento dei campi rom prevede un percorso di integrazione e quindi tutte le persone hanno lasciato volontariamente il campo e sono state ricollocate. In questo modo superiamo la retorica delle ruspe che nella pratica non hanno mai chiuso i campi rom».
Chi nelle case popolari, chi con percorsi di ricollocamento personalizzati, nel rispetto delle esigenze. Dei 33 nuclei presenti, solo 6 non hanno avuto bisogno di assistenza. «Tutti i bambini sono stati ricollocati nelle scuole vicino alle loro abitazioni. Abbiamo liberato e chiuso questo campo e adesso con le risorse europee sarà trasformato in un bosco urbano in cui saranno piantati 145 alberi e sarà collegato al parco del Santa Maria della Pietà», ha concluso Gualtieri.
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