
Centinaia di persone sono attese per manifestare contro la dittatura degli ayatollah e chiedere libertà e diritti per il popolo iraniano oggi pomeriggio, dalle 18, in piazza Santi Apostoli.
L’iniziativa, promossa dall’associazione «Setteottobre», raccoglie l’adesione di numerose realtà associative, tra cui Woman Life Freedom Europe, Associazione Italia-Iran, Associazione Luce dell’Iran, Associazione Donna Vita Libertà e Associazione Anahita.
La manifestazione di oggi segue idealmente l’appuntamento di sabato scorso in piazza San Giovanni, dove migliaia di persone si erano radunate in una grande mobilitazione di solidarietà con la causa iraniana, testimoniando la crescente attenzione italiana alla crisi nel paese mediorientale.
«Il regime sanguinario degli ayatollah è stato decapitato!» si legge in una nota diffusa dagli organizzatori. «Stati Uniti e Israele non hanno lasciato gli iraniani soli. Ora l’Italia deve restare vicino agli iraniani perché possano vivere in un paese libero. Che il sacrificio delle decine di migliaia di iraniani uccisi dal regime negli ultimi due mesi non sia vano. Invitiamo le forze politiche presenti in Parlamento e le associazioni attive nella difesa della libertà e dei valori occidentali a schierarsi al fianco del popolo iraniano, delle giovani donne e dei giovani uomini che rischiano la propria vita per un sogno di libertà e democrazia. Oggi il regime è allo stremo, i governi europei devono aiutare gli iraniani a liberarsi da questo orrore e vivere liberi nel proprio paese».
Le proteste iraniane del 2025‑2026 hanno preso forma fin dalla fine di dicembre 2025, innescate da una profonda crisi economica e sociale che ha spinto milioni di cittadini, soprattutto nelle principali città come Teheran, a scendere in piazza contro il governo della Repubblica Islamica.
Queste mobilitazioni hanno rapidamente superato il semplice dissenso economico, trasformandosi in una delle più ampie ondate di protesta contro il regime teocratico dagli anni della rivoluzione del 1979. Le forze di sicurezza hanno risposto con durezza, con scontri che avrebbero provocato migliaia di vittime tra i manifestanti secondo organizzazioni internazionali e attivisti per i diritti umani.
Il quadro si è ulteriormente trasformato nelle ultime settimane, con notizie di un attacco congiunto degli Stati Uniti e di Israele contro obiettivi iraniani e la morte di figure chiave della leadership teocratica, evento che ha suscitato reazioni profonde e contrastanti all’interno del paese e nella diaspora.
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