Roma, 20 gennaio 2026
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Almone, dal Gazometro alla Caffarella: un itinerario inaspettato tra archeologia industriale e paesaggio naturale

L'iniziativa Unexpected Itineraries of Rome è promossa e realizzata dall'Assessorato Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda in collaborazione con Zetema

di Rosa Chiara ScaglioneULTIMO AGGIORNAMENTO 8 ore fa - TEMPO DI LETTURA 3'

Seguire il corso di un fiume che oggi, in parte, non si vede più. Camminare tra murales, strutture industriali dismesse, aree verdi protette e testimonianze archeologiche che raccontano secoli di storia urbana.

È questo il filo conduttore dell’itinerario “Almone: Gazometro e Parco della Caffarella”, uno dei sette percorsi di Unexpected Itineraries of Rome, iniziativa promossa e realizzata dall'Assessorato Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda in collaborazione con Zetema e finanziata dal Ministero del Turismo.

L’itinerario si sviluppa per poco più di sei chilometri ed è pensato per essere percorso interamente a piedi e propone una camminata di difficoltà contenuta, adatta a un’esplorazione lenta e autonoma. Il percorso può essere affrontato anche in senso inverso e attraversa aree molto diverse tra loro, permettendo di 

conoscere la storia e le curiosità del territorio, scaricando l’app innovativa e gratuita, dedicata ai sette itinerari, dal sito unexpecteditineraries.turismoroma.it, che accompagna il visitatore con mappe interattive, audio, video e contenuti geolocalizzati.

Dal Gazometro all’Ostiense contemporaneo

Il punto di partenza è il Gazometro, struttura simbolo del quartiere Ostiense e uno degli elementi più riconoscibili dello skyline romano. Costruito tra il 1935 e il 1937, con una capacità di 200 mila metri cubi di gas, rappresenta una delle più imponenti testimonianze di archeologia industriale della capitale.

Intorno a questa grande struttura si sviluppa un tessuto in cui la vita quotidiana convive con interventi di recupero e con una forte presenza di street art, in particolare nell’area di Porto Fluviale.

Proseguendo lungo l’itinerario, il percorso tocca luoghi che testimoniano il passato produttivo della città, come la Centrale Montemartini, oggi casa di sculture, mosaici e reperti archeologici di età romana appartenenti alle collezioni dei Musei Capitolini.

Si passa quindi per il Ponte Settimia Spizzichino, che collega Ostiense e Garbatella, fino a luoghi della vita di quartiere come il mercato rionale di via di Santa Galla, dove il commercio di prossimità continua a rappresentare un punto di riferimento per residenti e visitatori.

L’ingresso nella Valle della Caffarella

Lasciata progressivamente alle spalle l’area più urbanizzata, il percorso entra nel verde della Valle della Caffarella, seguendo il tracciato dell’Almone. Qui il paesaggio cambia: il rumore della città si attenua e lasciano spazio prati, sentieri, aree umide e testimonianze archeologiche immerse nella natura.

Lungo il cammino si incontrano strutture rurali come lo Stazzo del Pastore, la ex Cartiera Latina, oggi museo e centro culturale, casali storici, cisterne romane e aree dedicate all’osservazione dell’avifauna. Un insieme di elementi che restituisce l’immagine di una Roma agricola e fluviale sopravvissuta ai margini della città contemporanea.

Il fiume sacro e la Roma fuori dal centro

L’Almone, considerato sacro dagli antichi romani, è il terzo fiume della città per importanza dopo Tevere e Aniene. Il suo bacino idrografico attraversa territori diversi, dai Colli Albani fino al cuore urbano, e nella Caffarella accompagna il visitatore in un ambiente in cui natura, archeologia e memoria storica si sovrappongono.

Il percorso si conclude nei pressi della chiesa del Domine Quo Vadis e delle Catacombe di San Callisto, luoghi centrali nella storia del cristianesimo romano, che segnano il passaggio verso l’Appia Antica e completano un itinerario capace di attraversare epoche, paesaggi e funzioni urbane molto diverse tra loro.

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