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Omicidio di Ilaria Sula, il depistaggio dell’ex. Confessa: «Mi dispiace per quello ho fatto»

  • Immagine del redattore:  Redazione La Capitale
    Redazione La Capitale
  • 1 giorno fa
  • Tempo di lettura: 2 min

Nel corso dell’interrogatorio, lo studente universitario – ex compagno della vittima – non ha fornito dettagli sul movente né sulle modalità e tempistiche dell’omicidio

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Mark Samson

«Mi dispiace per quello ho fatto». È quanto avrebbe dichiarato Mark Samson durante la confessione dell’omicidio di Ilaria Sula, la studentessa di 22 anni scomparsa lo scorso 25 marzo da Roma e ritrovata senza vita all’interno di una valigia, gettata in fondo a un dirupo in una zona boschiva del Comune di Poli.


Nel corso dell’interrogatorio, lo studente universitario – ex compagno della vittima – non ha fornito dettagli sul movente né sulle modalità e tempistiche dell’omicidio. Gli inquirenti, pertanto, stanno analizzando le immagini di videosorveglianza della zona di via Homs, dove sarebbe avvenuto il delitto, e il telefono sequestrato a Samson, ora in stato di fermo.


Il depistaggio: sms dal telefono di Ilaria Sula e visite alle coinquiline

Le indagini hanno fatto emergere un tentativo deliberato di depistaggio da parte del 23enne. Dopo la scomparsa di Ilaria, avrebbe usato il cellulare della giovane per rispondere ai messaggi in arrivo e si sarebbe recato nell’abitazione che la ragazza condivideva con altre coinquiline, fingendo preoccupazione e chiedendo se avessero sue notizie. Avrebbe inoltre disinstallato i suoi profili social.


Il telefono è stato successivamente gettato in un tombino nel quartiere Montesacro e risulta ancora disperso. Per Samson le accuse sono di omicidio volontario e occultamento di cadavere. I pm, coordinati dal procuratore aggiunto Giuseppe Cascini, richiederanno a breve la convalida del fermo. Domani verrà affidato l’incarico per l’autopsia sul corpo della vittima.


I genitori erano in casa al momento dell’omicidio

Secondo quanto emerso, i genitori di Mark Antony Samson si trovavano in casa al momento dell’omicidio, avvenuto nell’abitazione familiare nel quartiere Africano.


Al momento non risultano indagati, ma la loro posizione è al vaglio della Procura. Durante l’interrogatorio, Samson ha dichiarato di aver caricato il corpo di Ilaria in auto, chiuso all’interno di una valigia, per poi abbandonarlo in un dirupo. Il coltello utilizzato per uccidere la giovane è stato gettato in un cassonetto sempre nella zona di Montesacro.


L’aggressione in casa, poi la fuga

La sera del 25 marzo, Ilaria Sula si sarebbe recata nell’abitazione dell’ex compagno, con il quale aveva interrotto da poco una relazione durata circa un anno. Qui, secondo la ricostruzione investigativa, sarebbe stata colpita con più coltellate fino alla morte.

Dopo aver nascosto il corpo nella valigia, Samson ha cercato di simulare una vita online della vittima, pubblicando stories su Instagram che però sono subito apparse sospette agli amici.


L’orrore dell’omicidio e il freddo tentativo di depistaggio scuotono l’opinione pubblica, mentre si attende di chiarire tutti i contorni di un delitto che presenta ancora molte zone d’ombra.

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