Ilaria Sula, parla l'ex compagno di classe di Mark Samson: «Ha sempre avuto qualcosa che non andava»
- Rebecca Manganaro
- 4 giorni fa
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«Non voglio difenderlo, non si merita nemmeno un briciolo di pietà», dichiara a La Capitale l'ex compagno di classe di Mark Samson, l'ex fidanzato di Ilaria Sula

«Purtroppo lo conosco, eravamo alle elementari insieme. Ha sempre avuto qualcosa che non andava». A parlare a La Capitale è un ex compagno di classe di Mark Antony Samson, il presunto responsabile del femminicidio di Ilaria Sula, il cui corpo è stato trovato questa mattina alle prime luci dell'alba a Poli, alle porte di Roma.
«Non voglio difenderlo, non si merita nemmeno un briciolo di pietà», continua l'ex compagno di scuola. «Ma posso dire che non andava molto d'accordo con me e con gli altri nostri amici. Ho saputo che in passato ha provato a molestare la ragazza di un nostro amico. Non penso si tratti di un problema mentale - continua - ma di un comportamento che nel corso degli anni non è stato controllato». La sua testimonianza getta una luce inquietante su un passato che, seppur lontano, sembra segnare in qualche modo la personalità di Samson.
Ilaria Sula, le indagini
Il presunto assassino di Ilaria, l’ex fidanzato Mark Antony Samson, è stato fermato questa mattina con l'accusa di omicidio volontario e occultamento di cadavere. Durante l'interrogatorio, Samson avrebbe indicato agli inquirenti il luogo in cui cercare il corpo della giovane, gettato nel dirupo. La vicenda aveva avuto inizio qualche settimana prima, quando la ragazza, dopo la fine della relazione con il giovane, era scomparsa senza lasciare tracce. La denuncia della sua scomparsa era stata presentata dai genitori, ma nonostante le ricerche, il corpo della ragazza è stato rinvenuto solo oggi, dopo una settimana di indagini.
Gli inquirenti hanno ricostruito che la giovane sarebbe stata uccisa nell’appartamento di Samson in via Homs, nel quartiere Africano, dove il corpo sarebbe stato poi nascosto in una valigia. Proprio il fidanzato, nelle ore successive al delitto, avrebbe utilizzato il cellulare della vittima per postare storie sul suo profilo social, una mossa che ha attirato l'attenzione degli investigatori, portando così al suo fermo.
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