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I residenti del Centro contro b&b e dehors: comitati di rioni Ponte e Parione in sit-in il 7 febbraio

Edoardo Iacolucci

Aggiornamento: 4 feb

Mobilitazione del Comitato Ponte e Parione il 7 febbraio: musica, dehors e parcheggi tra le criticità segnalate

Sit-in dei residenti del Centro Storico a Campo de' Fiori nel 2024
Sit-in dei residenti del Centro Storico a Campo de' Fiori nel 2024

Il comitato di Ponte e Parione ha annunciato una nuova mobilitazione per venerdì 7 febbraio, con appuntamento a San Salvatore in Lauro. L’evento si inserisce in una serie di proteste organizzate dalla Rete di Associazioni per una Città Vivibile (Racv), che riunisce una ventina di comitati dei rioni storici di Roma per denunciare il degrado urbano e la mancanza di controlli. L’obiettivo resta quello di sensibilizzare le istituzioni sui problemi che rendono invivibile il Centro storico, tra cui la malamovida, l’invasione incontrollata dei dehors, la carenza di parcheggi e il proliferare degli affitti turistici.


Secondo quanto riportato nel volantino diffuso dal comitato, la manifestazione punterà i riflettori sulla musica ad alto volume e sugli schiamazzi notturni, che si protraggono ben oltre gli orari consentiti, disturbando i residenti.

Dehors e parcheggi: problemi irrisolti

Un altro tema centrale della protesta riguarda la drastica riduzione dei parcheggi nelle aree interne della ZTL, con oltre 140 posti auto eliminati. I comitati denunciano che, nonostante le numerose richieste di soluzioni alternative, non siano arrivate risposte concrete dalle istituzioni.

La situazione appare ancora più critica con la proliferazione dei dehors: con l’aumento delle zone pedonali in vista del Giubileo, molti locali avrebbero sfruttato lo spazio pubblico per ampliare tavoli e gazebo, riducendo ulteriormente le aree destinate ai cittadini.

L’aumento di bed and breakfast e case vacanze, infine, continua a essere una delle principali cause dello spopolamento del centro storico, trasformando interi quartieri in zone a vocazione esclusivamente turistica e svuotandoli della loro anima residenziale.


«Siamo residenti, non fantasmi»

Come già accaduto nelle precedenti manifestazioni, lo slogan «Siamo residenti, non fantasmi» accompagnerà la protesta del 7 febbraio. Durante gli ultimi sit-in, i partecipanti hanno simbolicamente indossato lenzuoli bianchi per sottolineare il rischio di scomparsa della residenzialità nel Centro storico.


Tra mancato rispetto delle regole e l’assenza di controlli, molti residenti lamentano che le forze dell'ordine, dopo mezzanotte, si ritiri lasciando il quartiere in balia di risse, ubriachi e degrado, mentre i regolamenti esistenti non vengono applicati, favorendo un uso smodato del suolo pubblico da parte dei locali.

Nicola Barone, presidente del Comitato Monti e membro della Rete, ha ribadito l’intenzione di proseguire con le proteste fino all’estate, segnalando le criticità che rendono impossibile la vita dei cittadini.


Le precedenti proteste e il ddl sulla concorrenza

Le mobilitazioni della Racv non sono nuove: già nelle manifestazioni precedenti, i comitati avevano espresso forte opposizione all’articolo 23 del ddl sulla «Legge annuale per il mercato e la concorrenza 2023», attualmente in discussione alla Camera.


Tale disegno di legge, spiegano gli attivisti, prevederebbe lo smantellamento delle tutele per le città d’arte, eliminando l’obbligo di autorizzazione delle Soprintendenze per l’installazione dei dehors in aree storiche e paesaggistiche.


Durante il sit-in a Campo de' Fiori, molti residenti avevano manifestato sotto la statua di Giordano Bruno con striscioni che chiedevano più controlli e sanzioni efficaci contro musica assordante e tavolini abusivi. Il Comitato Campo de' Fiori aveva denunciato l’occupazione selvaggia di suolo pubblico, con i dehors che arrivano fino alla statua del filosofo.


A Trastevere, nel corso di un’altra protesta, i residenti avevano evidenziato il problema della sicurezza notturna e del turismo incontrollato, lamentando come molte persone arrivino da altre città del Lazio solo per ubriacarsi, creando caos e lasciando il quartiere degradato all’alba. Giorgio Carra, giornalista ed ex consigliere municipale, aveva dichiarato che la pioggia è l’unico "antidoto" per cacciare i soggetti problematici dal rione.


«Roma non può diventare un luna park»

Tra i temi ricorrenti nelle manifestazioni vi è anche la questione della progressiva trasformazione del centro in una zona turistica priva di servizi per i residenti. Rita Brizzi, del comitato Vivere Trastevere, aveva denunciato la mancanza di negozi di prossimità, con intere strade popolate solo da bar, mini-market e locali. Anche il costo degli affitti è diventato proibitivo, allontanando giovani e famiglie, con la conseguenza di un tessuto sociale sempre più frammentato.


Nicola Tomassi, altro residente del Centro, aveva sottolineato la necessità di un dialogo tra amministrazione e cittadini, criticando la gestione dei dehors e l’assenza di controlli. «Basterebbe applicare il codice della strada per limitare il caos dei tavolini, ma le norme non vengono fatte rispettare», aveva dichiarato.


Ztl e parcheggi: una gestione insostenibile

Anche la gestione della Ztl continua a rappresentare una fonte di malcontento. Molti residenti ritengono che il varco serva più a favorire la ristorazione che a tutelare la vivibilità del quartiere, consentendo l’ingresso indiscriminato di auto che occupano ogni spazio disponibile. Loredana Prolio, residente del Centro, aveva proposto di sospendere il pagamento della ZTL fino a quando non saranno garantiti posti auto adeguati per i residenti.


Il futuro delle proteste

I comitati della Rete di Associazioni per una Città Vivibile hanno annunciato che non si fermeranno, e stanno già organizzando nuove mobilitazioni per i prossimi mesi. La richiesta rimane quella di un tavolo di confronto con le istituzioni per trovare soluzioni concrete che restituiscano vivibilità ai quartieri storici di Roma. «Il centro storico non può diventare un luna park», hanno ribadito i manifestanti, sottolineando che una città senza residenti perde la propria identità.


L'appuntamento del 7 febbraio rappresenterà quindi un’altra occasione per far sentire la voce di chi chiede più regole, più controlli e un centro storico che torni a essere un luogo vivibile per i cittadini, e non solo per i turisti.



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