Ostia scende in piazza e chiede rispetto: «Città punita in maniera indiscriminata»
- Giacomo Zito
- 20 ore fa
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Fiaccolata in piazza per denunciare dieci anni di danni all’immagine della città dopo le dichiarazioni di Franco Gabrielli

A dieci anni dal commissariamento per mafia del Municipio X, Ostia torna a far sentire la propria voce. Centinaia di persone si sono radunate ieri sera in piazza Anco Marzio con le fiaccole accese, rispondendo all’appello del comitato Giustizia X Ostia.
L’indignazione è esplosa dopo le dichiarazioni dell’ex prefetto di Roma Franco Gabrielli, che ha rivelato come la decisione di commissariare il litorale romano fosse, in realtà, una scelta strategica per evitare conseguenze economiche sulla Capitale.
Un duro colpo per chi, in questi anni, ha visto il proprio territorio stigmatizzato e associato a un’identità mafiosa. «Scendiamo in piazza per rivendicare il diritto alla nostra dignità e al rispetto verso di noi» ha dichiarato nel suo intervento Claudia Martucci, presidente dell’Associazione Amici Alzheimer ODV per il Sostegno alle persone con fragilità e vincitrice del premio Donna dell'Anno 2025 organizzato dal Municipio X di Roma.
«Ostia è stata una pedina sacrificabile, per la quale anche i cittadini onesti sono stati bullizzati e emarginati. La nostra comunità è stata gettata in un frullatore ideologico senza possibilità di scampo.».
Una comunità ferita che vuole voltare pagina
L’iniziativa è nata dal basso, senza bandiere politiche o sigle di categoria. A promuoverla sono stati alcuni cittadini, tra cui l’avvocato Guido Pascucci, l’attivista Mauro Delicato e il professionista Marco Bonè, sostenuti da altri membri della comunità locale. L’obiettivo è chiaro: ottenere un riconoscimento ufficiale del danno subito e un segnale di attenzione da parte delle istituzioni. Nonostante le diverse adesioni, in piazza non è sceso alcun colore o bandiera di riconoscimento, nemmeno quello del Comitato Ostia Comune che da anni si batte per l'indipendenza della località lidense da Roma.
«Il nostro è un movimento cittadino, un comitato spontaneo - sottolinea Martucci -, senza fini né obiettivi se non quello di accendere una luce su quanto stiamo tutti pagando per quella manovra dettata da giochi politici e di mercato.». Il comitato ha avviato una raccolta firme e chiederà un risarcimento simbolico di un euro al Comune, oltre a un incontro con il Presidente della Repubblica per ricostruire un rapporto di fiducia con le istituzioni.
Gli incendi e la narrazione distorta su Ostia
L’evento arriva in un momento delicato per il territorio, già scosso da episodi che hanno alimentato un'immagine negativa della città. Negli ultimi mesi, diversi stabilimenti balneari sono stati devastati dalle fiamme in quello che sembra essere un disegno criminale ben preciso. Questi episodi hanno riportato alla ribalta anche vecchi pregiudizi, rafforzando la convinzione che Ostia sia ancora ostaggio di dinamiche mafiose.
«L’equazione Ostia uguale mafia ha inciso pesantemente sull’immagine data indistintamente di questa città nel mondo. Il risultato è stato il crollo di qualsiasi forma di turismo, una svalutazione delle proprietà, un’offesa alla dignità di chi vive e lavora a Ostia» ha tuonato Martucci.
«Ci muove il desiderio di dare voce a tutti quei cittadini onesti che lavorano, che producono, che studiano e si impegnano ogni giorno e che da 10 anni subiscono l'onta di accuse che includono e danneggiano tutti, senza distinzioni, solo perché c'è chi ha deciso che Ostia è mafiosa».
La serata si è chiusa tra applausi e impegni concreti. Il comitato non intende fermarsi: la richiesta di giustizia è stata lanciata e ora si attende una risposta - anche simbolica - dalle istituzioni, per una riconciliazione.
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