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Femminicidi, la reazione dell'Assemblea capitolina: il numero 1522 sulla facciata del Campidoglio

  • Immagine del redattore: Titty Santoriello Indiano
    Titty Santoriello Indiano
  • 17 ore fa
  • Tempo di lettura: 2 min

Prima firmataria la consigliera del Pd Giulia Tempesta, la mozione è stata condivisa da tutte le forze politiche

Femminicidi, la reazione dell'Assemblea capitolina: il numero 1522 sulla facciata del Campidoglio
Piazza del Campidoglio

Le manifestazioni degli studenti, delle studentesse e dei collettivi universitari, le camminate rumorose, i presidi delle associazioni antiviolenza. Roma si sta mobilitando nel ricordo di Ilaria Sula dal 2 aprile, il giorno in cui è avvenuto il ritrovamento del corpo della ragazza. All'indomani, il 3 aprile, anche il l'Assemblea capitolina ha voluto esprimersi attraverso una risposta istituzionale. Prima è stato osservato un minuto di silenzio per Ilaria, Sara Campanella e tutte le vittime del femminicidio, poi è stata votata all'unanimità una mozione urgente proprio su questo tema.


«Non siete sole»

Prima firmataria la consigliera del Pd Giulia Tempesta, la mozione è stata condivisa da tutte le forze politiche e prevede di proiettare sulle mura del Campidoglio il numero antiviolenza 1522. «E’ una reazione per quello che è successo a Ilaria Sula e alle altre vittime di femminicidio», ha spiegato Tempesta secondo cui il numero «è uno degli strumenti che abbiamo per dire alle donne "non siete sole». La Consigliera ha sottolineato che il fenomeno «non si arresta» e «colpisce il fatto che siano sempre più giovani sia le vittime che i colpevoli».


«Nessuna legge riesce a fermare il femminicidio»

Sebbene Roma «stia facendo la sua parte» insieme alle «case antiviolenza, le case rifugio, le associazioni e la rete studentesca», ha aggiunto Tempesta, ancora non basta. «Sono state inasprite le pene, è stato introdotto il reato di femminicidio, tutte cose utili e preziose ma non sono sufficienti», ha sottolineato la consigliera Valeria Baglio (Pd). «Nessuno strumento normativo riesce a fermare la determinazione di chi è mosso dall’odio di uccidere», ha aggiunto. Ora, «quello che serve è una rivoluzione culturale: occorre educare i bambini i giovani alla non violenza e al rispetto degli altri», ha proseguito Baglio. «E’ un’urgenza, non possiamo più aspettare», ha concluso.


«Servono più fondi»

Per la consigliere di Sinistra civica ecologista Michela Cicculli servirebbero altre risorse per i servizi antiviolenza. Anche perché «un centro antiviolenza a municipio non basta più: occorrono fondi strutturali per potenziare le case rifugio e le case di semi-autonomia». «La nostra amministrazione - ha aggiunto - sicuramente li metterà ma c'è bisogno anche di più risorse a livello nazionale».


Gualtieri: «Far sentire chiara e forte la presenza delle Istituzioni»

Nella giornata è intervenuto anche il sindaco Roberto Gualtieri ricordando che «Roma è impegnata concretamente a creare strumenti per combattere ogni forma di violenza sulle donne, a partire dall'incremento dei centri antiviolenza sul territorio e da un'azione costante per sensibilizzare i giovani anche attraverso i bandi per l'educazione socio-affettiva». Ma visto che queste sono «ore drammatiche dove la sopraffazione e la violenza sembrano non avere più limiti - ha aggiunto il primo cittadino della Capitale - abbiamo il dovere di esprimere il nostro sdegno e di far sentire chiara e forte la presenza delle istituzioni». Per questo il sindaco, commentando il voto unanime alla mozione per la proiezione del numero 1522 sulla facciata del Campidoglio, ha ringraziato «tutti i gruppi capitolini di maggioranza e di opposizione per aver dimostrato che non esistono divisioni di fronte a chi minaccia, violenta o uccide una donna".



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