Carlotta Proietti ricorda tra amore e ironia suo padre Gigi, con alcune foto inviate dalla mamma: «Obbrobri diventati gioielli preziosi»
- Edoardo Iacolucci
- 24 mar
- Tempo di lettura: 2 min
Un lungo ricordo di immagini e parole. È stata proprio la mamma, Sagitta Alter a mandarle quelle istantanee

«La mia mamma le fa queste cose, all’improvviso manda foto. Una, due, dieci, non ha importanza. Tutte insieme. Di solito brutte. Non lo fa apposta, è solo che non siamo mai stati bravi con le foto di noi, in famiglia». Inizia così un ricordo tra lacrime e sorrisi di Carlotta Proietti, figlia di Gigi Proietti, scomparso a 80 anni, il 2 novembre 2020 .
Un lungo ricordo di immagini e parole. È stata proprio la mamma, Sagitta Alter a mandarle quelle istantanee: «Ne abbiamo pochissime, specie con tutti e quattro. D’altronde sono figlia di un’epoca in cui non usava fare foto di continuo, di ogni attività e ritraendo se stessi cercando la perfezione come si fa oggi, spesso con quella finta naturalezza da filtro».
Proietti e le foto di famiglia
Insieme in una trattoria romana, su due poltrone in attesa di qualcosa, un abbraccio ad una festa.
Le foto familiari, come ogni scatto antecedente agli smartphone, venivano scattate poi una volta sviluppato il rullino, vedevi il risultato, una brutta, una fuori fuoco, ma tanto bastava: «Non avrei mai pensato che quegli obbrobri sarebbero diventati gioielli preziosi. Sono le foto più belle perché ti fanno rendere conto che ne basta una, per riaprire un intero capitolo di vita, per ricordare le mille altre foto che non abbiamo scattato ma in compenso ci siamo goduti l’attimo, il momento».
Su questo Carlotta si lancia in un «J'accuse» sociale, che in casa Proietti diventa necessariamente «Tu m'hai rotto 'r ca'», contro le coppie che passano le serate ognuno col suo cellulare in mano, o a chi un bel tramonto invece che guardarlo, lo fotografa: «Io cambio pianeta... Guardalo o guardala negli occhi, che cambia tutto. Vivilo il tramonto che dura pochissimo».
E termina con una frase degna del Cavaliere nero: «E poi, ma che caxxo ce devi fa co ventisette foto der tramonto sul telefonooooooo!!? Godiamoci ogni attimo perché poi passa».
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