Andrea Montemurro sogna di vedere Francesco Totti capitano al mondiale di calcio a 7 in Brasile
- Redazione La Capitale
- 1 giorno fa
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La Cgi ha già messo in campo le sue nazionali, con appuntamenti di prestigio in arrivo. A maggio sarà presentata la Nations League di calcio a 8, in programma a Roma nel giugno 2025, mentre ad agosto sarà la volta dei Mondiali di calcio a 7 in Brasile

In un momento storico in cui il calcio sembra sempre più dominato da interessi economici e dinamiche professionistiche, c’è chi lavora con determinazione per riportare al centro i valori autentici dello sport: passione, partecipazione, inclusione. Tra questi c’è Andrea Montemurro, presidente della Confederazione Calcistica Italiana (Cci), realtà rifondata proprio da lui per dare nuova voce e spazio a un calcio diverso, aperto a tutti.
Poliedrico, instancabile, Montemurro oltre a essere dirigente sportivo è anche scrittore, giornalista, imprenditore e produttore musicale. Ma nel cuore, prima di tutto, resta un grande appassionato di calcio, animato dalla voglia di innovare. E lo dimostra con ogni iniziativa promossa dalla Cgi.
Un calcio per tutti, a tutte le età
«La mia idea di sport è che tutti debbano avere la possibilità di praticarlo» ha spiegato a Passione del Calcio, Montemurro. Un principio che guida la missione della Cgi: abbattere le barriere e offrire spazi concreti anche a chi nel calcio, oggi, non trova rappresentanza. Non a caso, una delle battaglie portate avanti dal presidente riguarda l'introduzione di categorie «Over» nel calcio, come già avviene in altri sport, per permettere anche agli adulti di continuare a vivere il campo da protagonisti.
La rifondazione della CCI per Montemurro: un ritorno al futuro
La Confederazione Calcistica Italiana è un marchio storico, tornato in vita per scelta strategica e culturale. «Ho voluto riattivare questo marchio per dare voce a discipline e realtà che meritano attenzione e visibilità» spiega Montemurro. L’idea è quella di costruire un’alternativa dinamica al sistema Figc, più snella, più accessibile, più vicina alle esigenze di chi pratica sport per passione.
Eventi inclusivi e campionati alternativi
Tra gli esempi più significativi c’è la Lega Unica, campionato nazionale dedicato a squadre composte da ragazzi con disabilità. "È l’evento di inclusione più importante d’Italia", racconta con orgoglio Montemurro. Nell’ultima finale, oltre 500 atleti e le loro famiglie hanno partecipato con entusiasmo, dimostrando quanto sia forte la domanda di uno sport davvero per tutti.
La CCI non si ferma qui: tra fine maggio e metà giugno si svolgeranno le finali nazionali delle 10 discipline attualmente riconosciute, tra cui beach soccer, calcio-tennis, walking football, padbol, e molte altre. «Vogliamo dare loro visibilità attraverso giornali, televisioni e radio, con l’obiettivo di concentrare tutte le finali in un grande evento unitario a partire dal prossimo anno» anticipa.
Investire nei giovani e nei valori
Particolare attenzione è riservata al settore giovanile, con tornei organizzati in tutta Italia e l’obiettivo di creare uno scudetto nazionale per la categoria Esordienti nel calcio a 11. Non manca l’innovazione: una delle discipline promosse, la “soccer technique”, si propone come strumento educativo e formativo per lo sviluppo tecnico individuale fin dai primi calci.
Nazionali Cgi: una nuova ribalta internazionale
La Cgi ha già messo in campo le sue nazionali, con appuntamenti di prestigio in arrivo. A maggio sarà presentata la Nations League di calcio a 8, in programma a Roma nel giugno 2025, mentre ad agosto sarà la volta dei Mondiali di calcio a 7 in Brasile. Montemurro sogna in grande: «Il mio sogno, non so quanto proibito, è avere Francesco Totti come capitano della nostra nazionale»
Tra i volti noti già presenti spiccano Stefano Sorrentino e Davide Moscardelli, a dimostrazione di quanto anche gli ex professionisti credano in questo nuovo progetto.
Una nuova visione del calcio
Critico verso le derive del calcio moderno, Montemurro non nasconde le sue perplessità: «Il calcio oggi è sempre più business. Ma noi vogliamo riportare in auge i veri valori, dove l’emozione è ancora legata al sacrificio, alla passione, non solo al guadagno»
Per questo la Cci guarda anche con attenzione e spirito critico a scelte come l'introduzione del Mondiale per club o l’eventuale nomina di Prandelli come direttore tecnico della Nazionale italiana. «Spalletti è un uomo di polso – commenta – e non so quanto gradirebbe questa scelta».
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