Roma, 24 febbraio 2026

Manifestazione pro Pal, domiciliari per Lovisolo: «Grazie per la solidarietà»

Il giudice del tribunale di piazzale Clodio ha confermato gli arresti domiciliari per Tiziano Lovisolo. L'accusa è di lesioni gravi e resistenza a pubblico ufficiale

di Rebecca ManganaroULTIMO AGGIORNAMENTO 1 anni fa - TEMPO DI LETTURA 2'
Manifestazione pro Pal, domiciliari per Lovisolo: «Grazie per la solidarietà»

Circa cinquanta persone in presidio all'esterno della cittadella giudiziaria di Roma nel giorno in cui è prevista l'udienza per direttissima per il manifestante arrestato sabato nel corso degli scontri avvenuti con le forze dell'ordine durante il corteo “pro Pal”.

L'ingresso del tribunale di via Golametto è presidiato dalle forze dell'ordine e i manifestanti hanno esposto uno striscione con la scritta «Fermiamo il genocidio, Palestina libera». Nei confronti dell'arrestato, trentenne originario delle Marche, i pm contestano i reati di lesioni e resistenza a pubblico ufficiale.

«Fermiamo il genocidio, Palestina libera» (La Capitale)

La decisione del giudice

Il giudice del tribunale di piazzale Clodio ha confermato gli arresti domiciliari per Tiziano Lovisolo. L'accusa è di lesioni gravi e resistenza a pubblico ufficiale. La Procura aveva chiesto il carcere. La difesa ha contestato la natura delle accuse, che sarebbero state mosse unicamente «a partire dai resoconti degli agenti di polizia».

L'amica di Tiziano Lovisolo: «Hanno preso l'unico ragazzo indifeso»

Il 24enne era partito da Monteprandone, in provincia di Ascoli Piceno, per unirsi alla manifestazione per la pace in Palestina e Libano organizzata dai Giovani palestinesi in Italia e dall'Unione democratica arabo-palestinese (Udap). A Radio Onda d'Urto Yasmine, una delle amiche del giovane, racconta: «La situazione era diventata pericolosa, eravamo in mezzo a fumogeni e lacrimogeni, lui cercava di proteggermi. C'erano anche famiglie e bambini che si sono ritrovati in mezzo senza riuscire a scappare perché circondati dalla polizia. Hanno preso l'unico ragazzo indifeso che era lì da solo, eravamo un ragazzo e una ragazza, hanno preso lui. Non sarebbe mai andato contro la polizia da solo». Secondo la giovane, «è incredibile che la parola della polizia sia più forte di un cittadino che esercitava un suo diritto. Tiziano è mio amico ma poteva capitare a chiunque di noi».

Lovisolo: «Ringrazio tutti per la solidarietà»

«Ringrazio tutti per la solidarietà». È quanto affermato da Tiziano Lovisolo appena fuori dal tribunale dove è stato accolto da un lungo applauso delle persone in presidio. I manifestanti hanno intonato il coro «la nostra passione per la libertà è più forte di ogni autorità». Il processo per Lovisolo è stata aggiornato al prossimo 14 novembre. Secondo l'accusa, che si basa anche su alcuni video e sulle dichiarazioni degli agenti intervenuti, esistono «gravi indizi» di colpevolezza a carico del 24enne.

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