
Un saluto militare, una linguaccia e uno sguardo verso la tribuna. L’esultanza del Taty Castellanos dopo il gol al Ferraris non è stata una semplice esultanza: dietro quel gesto c’era una promessa, un legame speciale, una dedica che valeva più di qualsiasi rete segnata.
Poche ore prima del match tra Genoa e Lazio, l’attaccante argentino aveva fatto visita a Emanuele, un bambino ricoverato all’ospedale pediatrico di Genova. Un incontro fatto di sorrisi, chiacchiere e di un patto silenzioso tra campione e tifoso.
Il gol, arrivato nel primo tempo, ha avuto il sapore della vittoria più bella. Non per il risultato sul campo, ma per il cuore messo in quel gesto. Non è la prima volta, infatti, che un calciatore dedica esultanze così uniche. Prima di Castellanos, ci avevano pensato Gianluca Lapadula, Pietro Iemmello e Giacomo Raspadori. Tutti uniti da una promessa mantenuta e da un bambino che, con la forza dei suoi sogni, riesce a entrare nel cuore di chi vive per il calcio.
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